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Per quanto tempo ancora il canile sanitario dovrà restare inutilizzato?

Lo spostamento da Fallo a Lanciano garantirebbe maggiori servizi. A chiedere spiegazioni, l'associazione Quattrozampe Lanciano.

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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LANCIANO - “E’ passato molto tempo dalla completa ed ultimata realizzazione del canile sanitario e dalla conseguente conclusione per l’affidamento gestionale del canile sanitario della ASL - Lanciano-Vasto. Passa il tempo, si iniziano a contare gli anni e la situazione rimane nella sua posizione abituale, lo stallo”. Così Adele Saltarella, responsabile dell’associazione Quattrozampe Lanciano che gestisce il canile comunale di Lanciano, inizia la sua lettera alla Asl, per denunciare e chiedere ancora delucidazioni sulla situazione del canile sanitario ancora inattivo.

“Basta veramente poco per completare un progetto che potrebbe dare alla comunità un servizio più efficiente e distribuito. Ma la burocrazia, la non autenticità e la scarsa chiarezza dei fatti contribuiscono a dare un contorno ombroso a tutta questa vicenda. - prosegue la Saltarella - Attualmente, il canile sanitario è situato a Fallo, paese tra le montagne, località disagiata per i veterinari che devono spostarsi dalle loro sedi di Lanciano e Vasto. Da considerare e da non sottovalutare, la situazione nella stagione invernale dove il paese rimane il più delle volte isolato, condizione che limita la funzione del suddetto canile, di servire ben 79 comuni della provincia di Chieti”.
Una situazione di precarietà e disagio che i volontari, impegnati ogni giorno con i più di 300 cani ospiti nella struttura comunale di Lanciano, denunciano da anni, ma ad oggi, restano ancora inascoltati.

“Nell'ambulatorio vi è un tavolo operatorio, un armadietto di medicinali poco fornito e, una grande, ma poco funzionale per l'attività veterinaria, scrivania con telefono. - spiega ancora Adele Saltarella nella sua lettera - La strumentazione risulta carente da un punto di vista diagnostico: mancano un apparecchio radiografico ed un ecografo; con queste premesse non è difficile comprendere come siano affrontate le urgenze e non. A quali capacità divinatorie deve far appello un veterinario per diagnosticare le condizioni di un cane incidentato? Con quali strumenti affronterebbe un possibile e probabile caso di chirurgia interna e ortopedica o un'urgente rianimazione?”.
E le carenze non riguardano solo la parte strumentale, ma anche il personale che non è in grado di garantire e monitorare le condizioni post-operatorie degli animali.

“I dotti dirigenti che si occupano e ricoprono l'incarico di gestire questo servizio a nome della comunità, la stessa che paga loro gli stipendi, le ferie e il trasporto su veicoli aziendali, come assolvono al loro compito? Tanti i punti interrogativi. - commenta la Saltarella - Eppure basterebbe semplicemente che qualcuno si prendesse la briga di leggere la documentazione, verificasse il numero dei cani che a seguito di un ricovero sopravvivono oppure i cuccioli che riescono a superare in quella struttura, i tre giorni di vita”.
“E allora, noi dell'Associazione Quattozampelanciano.it, - si legge a conclusione della lettera - chiediamo altrettanto semplicemente, i motivi che inducono la Asl - Lanciano-Vasto al ritardo e alla mancata apertura del nuovo canile sanitario”.

Martina Luciani

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