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Pupillo: "sarebbe auspicabile la sostituzione dei vertici aziendali della Asl"

Il sindaco evidenzia le carenze dell'ospedale di Lanciano e chiede un cambio di rotta

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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LANCIANO - Dopo la visita dell’assessore Paolucci all’ospedale di Lanciano della settimana scorsa e l’annuncio dei nuovi otto posti letto nel pronto soccorso, il sindaco Mario Pupillo decide di dire la sua.

“Nonostante la bella notizia, restano gravi carenze dell’ospedale di Lanciano, alcune strutturali altre organizzative. Mi corre l’obbligo, pertanto, di effettuare alcune valutazioni e riflessioni e pormi alcune domande. Oltre a segnalare il ritardo nell’apertura del nuovo pronto soccorso - afferma il sindaco in una nota - che da mesi attende il via libera, ricordo che non è mai partita la ristrutturazione della Unità Coronarica/Cardiologia che versa in condizioni precarie per quanto riguarda le stanze di degenza, gli spazi operativi, la vetustà degli ambienti per cui il personale sanitario e i pazienti sono costretti a lavorare e soggiornare in condizioni di grande disagio. Perché non sono iniziati i lavori di adeguamento e riqualificazione dei vari reparti?”

Pupillo prosegue elecando i problemi che interessano il Renzetti. “Nei corridoi, intanto, per tenere unite le mattonelle si usano i cerotti. Mi chiedo perché il reparto uomini in Geriatria/Lungodegenza è chiuso da anni e 4 grandi e accoglienti camere sono diventate magazzino mentre i degenti sono ospitati i stanze in cui è difficile manovrare una barella o muoversi con tranquillità e sicurezza? - prosegue ancora nella disamina - Il pavimento della geriatria è sconnesso da anni, impraticabile e nessuno prende provvedimenti. Basterebbero poche migliaia di euro per riutilizzare il reparto. La stessa riqualificazione della chirurgia non è mai partita nonostante la vecchia amministrazione avesse strombazzato l’imminenza dei lavori allestendo anche un piano di trasferimenti temporanei dei reparti interessati”.

La Ginecologia versa in altrettanta situazione strutturale precaria - si legge ancora nella nota del sindaco - e attende un ecografo e una sonda vaginale da maggio scorso. Due ambulatori lavorano con un solo ecografo generando disservizi e a nulla sono valse le sollecitazioni reiterate in questi mesi. Inoltre, il Renzetti meriterebbe impegno e zelo costante rispetto alla sottovalutazione ed alla spoliazione degli ultimi anni. Il primo gennaio doveva giungere a Lanciano un anestesista, probabilmente arriverà il I Febbraio. Tanto per essere chiari ricordo che l’ospedale di Lanciano ha gli stessi anestesisti di Vasto, ma il reparto di anestesia di Lanciano deve impegnare giornalmente 3 anestesisti per il presidio di Atessa per assicurare un servizio di anestesia e rianimazione, obbligatorio per qualsiasi struttura che abbia ricoveri per pazienti acuti. Ebbene il nuovo medico anestesista è stato dirottato verso altro ospedale. Perché? - si chiede Pupillo - L’annuncio di un aumento di organico aveva prodotto programmazione, turni, interventi e tutto ciò che ne consegue. In sintesi: una sottrazione senza alcuna spiegazione. Per ribadire sottolineo che sulla carta Lanciano ha gli stessi anestesisti di Vasto ma di fatto il Renzetti agisce su due presidi. Chiaramente quando si elaborano i report si dirà che Lanciano produce meno interventi chirurgici ma spero si dovrà tener conto del numero di sedute che sicuramente risentono del minor numero di anestesisti”.

“Da mesi la Medicina attende la designazione delle U.O semplici di Geriatria e Lungodegenza e delle IAP (incarichi di alta professionalità) segnalate dal primario dr Salvati da ottobre. Nonostante i solleciti  ancora non si assegnano gli incarichi. - prosegue Pupillo nella sua disamina - Ovviamente non si adeguano i locali della Geriatria e si disattendono le giuste aspettative di medici che desiderano una riorganizzazione del reparto per migliorare servizio e risposta ai pazienti. Anche questo ritardo è assurdo ed incomprensibile per la lentezza e resistenza ad agire. Tanto per allenare la memoria ricordo - precisa il sindaco - che la direzione aziendale fu responsabile delle scelte che crearono enormi problemi ai pazienti in assistenza domicilare in affidamento dal Distretto di Lanciano. Centinaia di utenti si videro privati, dalla mattina alla sera, dell’assistenza domiciliare. La protesta nostra e delle associazioni e cittadini impose un cambiamento del responsabile della dirigenza distrettuale. La nuova direzione con fatica e abnegazione ha avviato un processo di normalizzazione dell’ADI”.

Pupillo chiede ancora perché nel distretto sanitario manchino gli specialisti. Mancano un oculista, un fisiatra, da anni si attende un ecodoppler. Tutti “accorgimenti” che accorcerebbero le liste d’attesa.

Non risparmia il problema viabilità Pupillo e promette di chiedere un impegno preciso dalla Regione per l’apertura di un accesso verso la variante frentana all’altezza del cimitero.
E conclude la sua nota affermando che “la direzione aziendale della Asl è la stessa del governo del centro destra contro cui i cittadini di Lanciano hanno dato un chiaro giudizio con le elezioni comunali e regionali. E’ stata una bocciatura netta, ed è una vera iattura che nulla sia cambiato e si continui con metodi e comportamenti consolidati mentre servirebbe una totale discontinuità. Visto che la discontinuità non c’è nelle pratiche, ancora omissive e negligenti verso il Renzetti, sarebbe auspicabile la sostituzione dei vertici aziendali - afferma con forza il sindaco di Lanciano - per rispondere alle giuste aspettative di coloro che hanno richiesto un cambio tanto atteso quanto scontato. E’ opportuno che l’assessore Paolucci che sicuramente è occupato da un lavoro di grande impegno, proprio per l’eredità lasciata dal centrodestra e prodotta da Zavattaro, impartisca direttive precise  per il bene del Renzetti e di tutta la ASL”.

Nel fare queste affermazioni, Mario Pupillo non dimentica di ringraziare “il personale sanitario dell’ospedale Renzetti che continua ad operare con abnegazione e sacrificio, mitigando le problematiche ancora esistenti”.
    

Martina Luciani

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