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La città che può cambiare: la Torre San Giovanni

| di Giampietro Marfisi
| Categoria: Attualità
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Circa quattro mesi fa la Torre di San Giovanni è stata restituita alla città dall'associazione Amici di Lancianovecchia: tempo sufficiente per stilare un primo bilancio sulla popolarità del monumento.

La Torre di San Giovanni era annessa all'omonima chiesa eretta nel 610 d.C. andata completamente distrutta durante il bombardamento alleato del 1943. Solo il campanile sopravvisse alla giornata.

Il monumento di proprietà della Curia, che ha firmato nel maggio 2012 una convenzione con l'Associazione per cederla in comodato d'uso per 10 anni in cambio della ristrutturazione della stessa, è stata restaurata con un progetto di autofinanziamento e raccolta fondi. Il progetto tecnico è stato realizzato dallo studio Renzetti dagli architetti Piergiorgio Renzetti, Dario Maddestra e Francesco Cotellessa ed è stato approvato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

Ma quanto è popolare oggi la Torre?
La sensazione dei membri dell'Associazione è che si possa fare di più. Durante le prime settimane l'afflusso è stato discreto per poi scemare pian piano. Pare che gli stessi lancianesi non siano coscienti che oggi il monumento sia visitabile (con un'offerta minima di 1 Euro) e che si possa salire fino in cima per godersi la vista sulla Frentania.

L'Associazione Amici di Lancianovecchia, in collaborazione con il Comune, sta cercando di perfezionare alcuni dettagli attorno alla Torre: a pochi centimetri dal monumento stazionano ancora i cassonetti della spazzatura, in attesa che finalmente parta la raccolta "Porta a Porta" dopo i numerosi annunci degli ultimi mesi. Nel largo antistante la Torre è stato chiesto di spostare il cordolo giallo di qualche metro verso l'interno per lasciare le automobili parcheggiate all'esterno e quindi creare una piazzetta che possa rendere il contesto fruibile dai lancianesi e dai vari turisti che quotidianamente visitano il quartiere.

Idee semplici da realizzare e verosimilmente poco dispendiose per le casse del Comune, ma capaci di migliorare la qualità della vita della zona e di integrarsi anche con il recente provvedimento della ZTL che interessa il quartiere.

Giampietro Marfisi

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