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Santa Maria Maggiore, la più bella "signora" di Lanciano

Alla scoperta del primo dei luoghi aperti in occasione delle giornate di primavera del FAI

| di Francesca Colacioppo
| Categoria: Arte e cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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LANCIANO - Santa Maria Maggiore è una delle più interessanti chiese della città di Lanciano, ma è anche considerata uno dei monumenti più importanti d’Abruzzo, non solo per la sua complessità architettonica che ha visto, nel corso dei secoli, succedersi alcune trasformazioni strutturali, ma anche per le sue origini molto antiche che hanno inevitabilmente contribuito a farne storia e leggenda.

Eretta nel 1227 sul colle Selva, sul quale si è poi sviluppato il fiorente quartiere di Civitanova, sorto probabilmente in funzione delle famose fiere cittadine, una leggenda vuole che sia stata costruita su un tempio di Apollo, nel luogo dove si supponeva esistesse un bosco sacro (la Selva appunto) dedicato alla medesima divinità.
Questa ipotesi, seppur affascinante, è stata però smentita dagli scavi del 1968 che hanno portato alla luce resti di una chiesa romanica del XII secolo ma ovviamente, trovandoci di fronte ad un lascito storico di monumentali dimensioni e di grande valore, nulla è da dare per scontato, a partire dalla data della fondazione, che resta anch’essa controversa.
Sotto la dominazione sveva, nel XIII secolo, per opera di maestranze borgognone-cistercensi, ordine quest’ultimo molto caro allo stesso Federico II, la chiesa ha intrapreso le prime trasformazioni stilistiche e architettoniche, come le tre navate che confluiscono in uno spazio ottagonale (l’antico presbiterio) sovrastate dalle volte, divenendo oggi l’unico esempio di cantiere cistercense destinato al clero secolare e non monastico.

Notevole è la torre del campanile, sempre del XIII secolo, tutt’ora esistente, che sembra essere però l’unica sopravvissuta delle due originarie, costruita probabilmente per puro ornamento e non per l’uso delle campane, non possedendo la tipica apertura necessaria a svolgere tale funzione.

Nel 1317 poi Santa Maria Maggiore ha subito ulteriori, e diremmo drastiche, modifiche soprattutto con la realizzazione di una nuova apertura principale, lungo il lato orientale, per mano dell’artista lancianese Francesco Petrini, al quale va il merito di aver scolpito la suggestiva facciata gotica, ricca di virtuosismi decorativi, abbracciata da una maestosa gradinata.

In seguito sono stati inseriti due portali laterali, nel tipico stile federiciano, che mostrano interessanti analogie con Castel Del Monte in Puglia e murato l’antico portale al fine di accogliere l’abside. Degne di attenzione sono anche la Crocifissione, sempre del Petrini, modellata all’interno della lunetta sul portale che reca anche il nome dell’autore stesso, il trittico su tavola di scuola veneta conservato nel presbiterio insieme alla straordinaria croce processionale in argento e smalti di Nicola da Guardiagrele del 1422, capolavoro di arte orafa.

Al XVI secolo si deve l’ampliamento che ha inglobato il portale ogivale di origine medievale in stile federiciano (che rievoca il suddetto Castel del Monte) mentre sono chiaramente figlie del rinascimento le finestre e il secondo rosone, in stile classico oltre ad un rinnovamento all’interno della stessa chiesa con decorazioni cinquecentesche.

Santa Maria Maggiore, che fino al 1850 ostentava uno stato deplorevole e sconveniente al culto divino, viene recuperata e “adottata” dal parroco Arcidiacono De Giorgio che  per mezzo dei profitti ricavati dalla vendita di querce di un terreno appartenente alla Chiesa, a seguito dei lavori, è riuscito a riconsegnarle magnificenza.
Il restauro degli anni ’70 ha poi cercato di recuperare interamente l’antica chiesa gotica, a scapito però dell’ampliamento rinascimentale che ne ha subito i lavori.

Un vero capolavoro d’arte, complice e nello stesso tempo vittima dei secoli che l’hanno attraversata e stratificata ma che le hanno consegnato quel caratteristico profumo di eterno che continua tutt’oggi ad affascinare.

 

In occasione delle giornate di primavera del FAI del 21 e 22 marzo sarà possibile visitare Santa Maria Maggiore nei seguenti orari:

APERTURE
SABATO 21 MARZO
ORE 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

DOMENICA 22 MARZO
ORE 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

VISITE GUIDATE
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Scuola Media Statale “G. Mazzini”; Istituto Comprensivo “G. D’Annunzio”; Istituto di Istruzione Superiore “V. Emanuele II”; Istituto di Istruzione Superiore “Cesare De Titta”; Istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci - De Giorgio”; Istituto Tecnico Statale “E. Fermi”

Francesca Colacioppo

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