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Alle Feste col Taccuino, gli urbansketchers disegnano S. Egidio

Per il terzo anno consecutivo il racconto delle Feste passa attraverso taccuini e colori

| di Redazione
| Categoria: Arte e cultura
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Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con i disegnatori di strada – Urbansketchers – che racconteranno con taccuini, matite e colori, le bellezze della nostra città e le sue tradizioni.

Da venerdì 29 a domenica 31 agosto si muoveranno per le vie del centro storico e in mezzo alla gente per disegnare, ognuno con il proprio stile e modo di vedere, le bellezze architettoniche e gli aspetti caratteristici dell'ambiente urbano. Come un racconto a più voci, gli urbansketchers ci restituiscono una serie di immagini istantanee e fresche, arricchite spesso da pensieri e impressioni quasi a diventare delle voci narranti sullo sfondo dei disegni.

I frutti di questi tre giorni di “esplorazione” e conoscenza costituiranno il materiale per la successiva mostra allestita dal 13 al 16 settembre presso l'Auditorium Diocleziano, sede “storica” di questo appuntamento.

Conosciamo meglio gli urbansketchers attraverso Marco Pallini il coordinatore di “Alle Feste col Taccuino” che da qualche anno a questa parte aderisce al movimento e che promuove in città la pratica del “disegno urbano”.

Cosa vuol dire essere un Urbansketcher?

Intanto significa essere una persona che, ancor prima di possedere delle capacità, anche minime, nel disegno, sia curiosa di tutto ciò che la circonda; questa curiosità può essere rivolta a diversi aspetti del paesaggio urbano: l'architettura, i monumenti, gli abitanti..., non solo di altre città ma anche della propria. Io stesso, attraverso il disegno urbano, sono riuscito a “scoprire” dettagli e particolarità che altrimenti non avrei colto guardando solo l'insieme (che ovviamente è importante). 
Quindi il disegno diventa lo strumento attraverso il quale si materializza questa curiosità e il risultato varia ovviamente da persona a persona ma senza la pretesa di essere “scientifici” nell'approccio, come lo può essere un'architetto o uno studente in questa disciplina: l'intento degli urbansketchers è raccontare un luogo in maniera emozionale, improvvisando a volte anche tecniche nuove, proprio per trovare/provare una propria espressività.

Quindi è necessaria una preparazione adeguata?

Non necessariamente. Certo una minima confidenza con il disegno è sempre utile, ma questo non deve costituire un ostacolo anzi, ho avuto modo di incontrare persone che ritenevano di non essere in grado di disegnare che so', la facciata della cattedrale, ed invece l'hanno ritratta in maniera convincente e questo solo perché avevano acuito la propria capacità di osservare e vedere. Le capacità tecniche si possono ampliare con la pratica, lavorando ogni giorno ma sempre nell'ottica del divertimento, del piacere di disegnare e stare all'aria aperta.

Spesso parlando di disegno dal vero o comunque all'aria aperta si fa riferimento all'immagine classica del pittore con il suo cavalletto da campagna che in solitaria dipinge: è così anche per gli urbansketchers?

Direi che a questa immagine - che tutt'ora persiste ed è giusta – si possa affiancare quella degli urbansketchers che in solitaria ritraggono strade, palazzi, fontane, ecc..., che hanno quindi un'approccio diverso verso il paesaggio anche quando non è propriamente urbano. Anche l'attrezzatura è diversa e molto più leggera e pratica proprio per facilitare gli spostamenti.
Le differenze aumentano quando gli urbansketchers si riuniscono in gruppi più o meno numerosi in una città prestabilita ed in un arco di tempo predefinito: a differenza dell'estemporanee di pittura nelle quali la stanzialità è quasi d'obbligo e comunque prevedono un premio finale, negli sketchcrawl invece non si sta fermi ma si percorre un itinerario più o meno predefinito lungo il quale ognuno racconta a modo suo ciò che vede. Quindi una sorta di piccolo tour urbano ma per questo non meno ricco di immagini ed emozioni.

Si faceva riferimento al “racconto emozionale di un luogo”. Puoi essere più preciso al riguardo?

Il movimento degli urbansketchers ha moltissimi punti di contatto con quella che è stata la lunga esperienza dei Carnet de Voyage,i taccuini usati dagli artisti all'epoca del Grand Tour ottocenteschi durante i quali visitavano l'Italia alla riscoperta della classicità dell'architettura e dei paesaggi mediterranei. Esemplari sono quelli di Turner, Lear e Picasso (solo per citarne alcuni) che sono dei capolavori oltre che piccoli scrigni pieni di immagini preziose.
Negli ultimi anni c'è stata una riscoperta di questo nuovo (!) modo di raccontare un viaggio, una vacanza. E se c'è un modo per farlo è quello del taccuino di viaggio: per farlo siamo costretti a rallentare il passo, acuire i nostri sensi, ad essere curiosi nel cercare il particolare che ci intriga e che ci trasmette una sensazione, sia essa di meraviglia che di disappunto, osservare la gente che cammina, ascoltare i suoni che intorno a noi si diffondono, gli odori che percepiamo. E non si tratta solo di disegnare ma anche di scrivere, raccontare e supportare le immagini che andiamo formando sulle pagine del taccuino.
Gli urbansketchers fanno la stessa cosa ma in un ambiente più definito – quello urbano – e con tempi molto più brevi – una/due giornate (gli scketchcrawl).

Lanciano si presta ad accogliere gli urbansketchers? Ci sono motivi di interesse?

Certamente si! Lanciano ha una quantità enorme di spunti per disegnare. Basti pensare che nei due anni precedenti non abbiamo disegnato che una piccola parte del patrimonio architettonico e monumentale della città! Gli amici che si sono avvicendati in questi due anni sono rimasti impressionati non solo dalla quantità ma anche dalla qualità e la bellezza delle nostre chiese, delle torri, dei rosoni, dei vicoli,ecc... insomma una città che davvero ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per questo modo innovativo di raccontare una città.

Quindi anche un modo per fare turismo...

Esatto. Il movimento degli urbansketchers non vive solo durante gli sketchcrawl, negli incontri per disegnare insieme, ma soprattutto ha su Internet il luogo di maggior visibilità e di scambio fra i vari gruppi sparsi in tutto il mondo. Attraverso i vari blog dei singoli disegnatori e le loro pagine sui vari social network è possibile vedere e commentare i disegni che via via pubblicano. Da tutto questo materiale si può trarre una sorta di visione globale del mondo, raccontato un disegno alla volta come recita uno dei 10 punti del manifesto degli urbansketchers.
Ecco quindi che il disegno urbano può essere la molla, lo stimolo a compiere un viaggio per visitare le città e luoghi interessanti con un ritorno importante di immagine per la città.

E in questo senso si inserisce “Alle Feste col Taccuino”...

L'intento è proprio questo: far conoscere la nostra città attraverso i disegni degli urbansketchers che la raccontano, la illustrano in maniera personale ma per forza di cose incompleta perché il disegno e  la pittura per loro natura sono media espressivi, che lasciano molto spazio all'immaginazione e, nel nostro caso, alla voglia di vedere di persona i luoghi e le città rappresentate.

Ci sono partecipazioni e richieste da urbansketchers provenienti da altre regioni?
Certo, in questi anni abbiamo accolto decine di partecipanti e appassionati provenienti da molte zone d’Italia, che sono rimasti affascinati dalle nostre tradizioni e dalle nostre bellezze, sia naturali che architettoniche.

Per chiudere, quale sarà il futuro di questa iniziativa?

Non so dirlo, dipenderà da come verrà impostato il programma delle prossime Feste di Settembre all'interno del quale “Alle Feste col Taccuino” è inserito. Di certo c'è che io continuerò a promuovere incontri periodici con i purtroppo ancora pochi disegnatori lancianesi e dei dintorni, cosa quest'ultima che mi lascia un po' con l'amaro in bocca perché so per certo dell'esistenza di tante persone, giovani e non, alle quali piace disegnare ma che dovendo farlo per strada trovano dei blocchi che sono in realtà solo mentali, dal momento che la tecnica in realtà loro già la possiedono.
Forse temono il confronto con gli altri disegnatori dimenticando che non si tratta di competere ma di condividere una passione, di conoscere altre persone dalle quali anche apprendere cose nuove e perché no, insegnare a loro altre. Perché, come disse qualcuno “non si finisce mai di imparare”!

Per chi fosse interessato ad ampliare la conoscenza del movimento degli urbansketchers, di seguito alcuni link.

http://www.urbansketchers.org/
sito ufficiale del movimento

http://urbansketchers-italy.blogspot.it/
blog del gruppo italiano

https://www.facebook.com/urbansketchers
pagina Facebook

https://www.flickr.com/groups/urbansketches/
versione su Flickr

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