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Diario delle mie 50 ore senza elettricità

Racconto del blackout che ha colpito gran parte dell'Abruzzo nei giorni scorsi

| di Mariangela Lannutti
| Categoria: Tradizioni
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Gessopalena, 5 marzo, primo pomeriggio

La neve scende copiosa da questa mattina, ma lo sapevamo già, il meteo ormai difficilmente fa cilecca. La solita atmosfera del paesello innevato: si accende il fuoco aspettando che smetta per andare a comprare tutte le provviste, chissà, potrebbe continuare tutta la notte, meglio premunirsi. Gli anziani sfoggiano gli antichi "detti" sul cattivo tempo, le mamme si preparano per la tradizionale polentata, i bambini fremono dietro le finestre, non  si stancano dell'idea di fare l'ennesimo pupazzo di neve di questa lunga invernata, già sanno che il giorno dopo la scuola sarà chiusa.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare cosa sarebbe accaduto da lì a due giorni dopo, e per 50 ore consecutive.

Alle ore 17:20 la luce va via.

No, non è solo l'interruttore di casa, no, non è solo il mio quartiere, no, non è solo il mio paese. Ops, qualcosa non va.

Minuti, ore, nell'attesa che quella spia si riaccenda, che la tv riparta, che i termosifoni si riscaldino, mentre fuori la bufera piu violenta non dà tregua.

Alle 19:00 l'amministrazione comunale del paese aggiorna la sua pagina fb: "Sentita la Prefettura è stato comunicato che la interruzione interessa gran parte del chietino e del pescarese. Vista l'incertezza dei tempi di ripristino viene raccomandata la massima attenzione ed in particolare si raccomanda di non uscire e di cercate di risparmiare le batterie dei cellulari al fine di eventuali emergenze". Lo stesso accade nei paesi limitrofi: Casoli, Roccascalegna, Torricella Peligna, Fara San Martino, Palombaro, ma anche Guardiagrele, Chieti, Teramo.

La situazione è seria, pare ci sia una rottura della linea elettrica che parte da lontano ma, figuriamoci, si risolverà tra qualche ora. Questa sera in tv c'è la finale di Masterchef, non posso perderla.

E invece la perderò, anche se, a dire il vero, la perderò senza amarezza, con un  sorriso sereno, genuino. Forse perchè, nonostante la bufera, nonostante il buio, nonostante la casa che comincia a raffreddarsi e quelle candele che devi portarti dietro al minimo passo, c'è sempre il tepore dell'adorato caminetto che scalda corpi e anime. Un silenzio surreale nel 2015, rotto solo dai vecchi  racconti, dai giochi di carte, dalle risate e dalla preparazione del pane abbrustolito, stretti piu che mai intorno a quell'unica fonte di calore cui saremo grati per molte altre ore.

Intanto gli ultimi aggiornamenti: "Energia elettrica, problemi per decine di comuni a macchia di leopardo da Vasto a Chieti, tutte le squadre Enel stanno fuori per ripristinare il servizio, richiesto intervento di squadre di sostegno anche da altre regioni. Tempi di ripristino 12-24 ore".

Cosaaa? 12-24 ore senza luce? I cellulari cominciano a scaricarsi, i computer si spengono e ci attacchiamo tutti al caro vecchio telefono fisso che ci permette di confrontarci sulla assurda situazione che stiamo vivendo.

Vabbè si va a dormire, dopotutto domani è un altro giorno.

Gessopalena 6 marzo ore 10:00

Fuori di casa quasi un metro di neve e mi rendo sempre più conto della fortuna che ho nell'essere parte di un piccolo borgo. Solidarietà e condivisione tra uomini che spalano la neve per le strade, che fanno visita alle persone sole, che ridono davanti ai bar, nonostante tutto aperti, magari muniti di termos di caffè così da non deludere le aspettative del cliente quotidiano che il suo caffè lo vuole e basta.

Ma alla leggerezza comincia ad accompagnarsi la preoccupazione per chi ha già la casa fredda, per gli anziani, per i malati. Gli amministratori, gli operai comunali, i volontari non si fermano un attimo, per cercare soluzioni concrete a un fenomeno che soluzioni finora non ha.

La giornata passa e, nell'incredulità dei cittadini, si riceve la certezza che nemmeno oggi la luce tornerà. Pare che un blackout così lungo non si ricordi in paese. Intanto ci abbandonano anche i telefoni fissi e ci chiediamo se il mondo si sia dimenticato di noi, tra tralicci crollati, temperatura sotto zero e isolamento.

Gessopalena, 7 marzo, ore 9:00

La situazione è ancora critica ma pare che tutti i paesi saranno muniti in giornata di  generatori di corrente almeno nei centri abitati, nell'attesa che il problema venga risolto, sembra ci vogliano ancora giorni.

Alle 18:00, dopo 50 ore, riceviamo il nostro generatore. Alcuni paesi e contrade sono ancora al buio ma si spera che anche per loro ci sarà presto la luce provvisoria.

Rabbia, danni, problemi, incompetenze, territori devastati, ma finalmente possiamo riavere nostri "tasti": il tasto della lampadina, il tasto della caldaia, i tasti del telefono e del pc, i tasti che ci ricollegano con un mondo di cui sembra che da due giorni non facciamo più parte.

Gessopalena 8 marzo, ore 18:00

Da qualche ora ci siamo riappropriati della cara energia elettrica, o forse è lei che si è riappropriata di noi lasciandoci nell'aria una scia di nostalgia per due giorni: due giorni dai sapori antichi, dagli odori passati, dai valori autentici di cui forse un po' avevamo bisogno.

 

 

                                                                                                                                         

 

Mariangela Lannutti

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