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Il 25 settembre 1952, quando Lanciano riceveva la sua Medaglia d’Oro al Valor Militare

Frammenti e ricordi della visita del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi

| di Francesca Stefano
| Categoria: Storia
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LANCIANO – Era il 25 settembre 1952, una giornata come oggi, quando il treno presidenziale arrivò alla stazione di San Vito Chietino per condurre il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nella “forte città dell’Abruzzo di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio” alla quale, con orgoglio e con soddisfazione, avrebbe consegnato la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Un’emozione nella compostezza delle cariche militari ed istituzionali che lo attendevano, insieme all’allora Sindaco Guido Lotti, ma anche nello sguardo di chi aveva vissuto il coraggio nella morte dei Martiri Ottobrini, e di una città che si unì nella Resistenza, lo stesso che è ancora vivo nei ricordi e nelle memorie di quanti erano ancora troppo giovani per quella rivolta lancianese.

Quel giorno che tutta la città avrebbe ricordato negli anni e tra le generazioni, come si legge nelle pagine dei giornali del tempo, con solennità accoglieva il Presidente. Insieme a lui le più alte cariche dello Stato, una festa, una folla che attendeva oltre agli onori, alle parole ed alle celebrazioni, il momento solenne di quella onorificenza che oggi, negli archivi e nelle targhe cittadine, rinnova la storia e il valore con cui venne conquista la medaglia.   

“Combattevano i cittadini per molte ore - le parole che motivarono quel riconoscimento – subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della Resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con cristiana pietà i nemici feriti. […] Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di Liberazione, sosteneva la Resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e fierezza". 

La lettura a scandire ogni parola della lunga motivazione, direttamente dal palco di Piazza Plebiscito, in attesa del momento in cui fu lo stesso Presidente Luigi Einaudi ad apporre la Medaglia d’Oro sul Gonfalone della città, la prima in Abruzzo, e dove ancora oggi campeggia orgogliosa.

Fu una grande festa la visita del Presidente che, dopo aver lasciato la corona al Monumento ai Caduti percorse le strade di Lanciano, per portare il suo omaggio rispettoso nel Piazzale VI Ottobre, per proseguire poi nel Palazzo Comunale e nella Chiesa di Santa Maria Maggiore ad ammirare la croce dell’artista Nicola da Guardiagrele, capolavoro dell’oreficeria quattrocentesca.

Quel giorno, dopo la partenza del Presidente Einaudi, Lanciano conservò il clima festoso, ora ricordo dal sapore ingiallito, in una giornata che si concluse addirittura con i fuochi pirotecnici.

Forse raccontando il passato e tutte le vicende che legano la memoria alle gesta dei Martiri Ottobrini, quella visita, oggi, sembra quasi un ricordo patinato, ma dopo più di sessanta anni, quella medaglia d’oro è ancora viva e giovane, dalla Resistenza per rinascere in una storia che è ancora impressa nelle radici. La commozione, anche silenziosa di chi quella medaglia l’aveva conquistata con il dolore, anche a nome di chi per la libertà aveva già combattuto, mescolata agli onori nel giorno in cui la città ottenne un vanto da raccontare ai suoi figli.

“Lanciano ha veduto coronati del massimo riconoscimento la condotta eroica e gli immani sacrifici sostenuti dai suoi figli per la causa della libertà. Fiero di essere stato io stesso così intimamente partecipe del solenne rito mi inchino ancora una volta ai gloriosi caduti di Lanciano rinnovando alla popolazione tutta il mio ammirato saluto e augurio di un sereno e prospero domani” Luigi Einaudi – Roma, Settembre 1952.

 

Francesca Stefano

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