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Spazi aperti, amore per gli animali e tanta dedizione: così si aiutano i ragazzi nella fattoria sociale Babalù

| di Francesca Colacioppo
| Categoria: Personaggi
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“Diverso? Ma diverso da chi?” questo è il singolare motto inciso all’ingresso della fattoria dell’amicizia Babalù, presso Sant’Eusanio del Sangro, un luogo ameno, immerso nei vivaci colori dei campi e confortato dai classici richiami degli animali della fattoria. Figlio della cooperativa sociale “ Il Sole”, il cui presidente è Rita Di Biase, il Babalù nasce quattro anni fa proprio dall’iniziativa di quest’ultima col fine di creare un servizio socio assistenziale, che si sviluppi per lo più all’aria aperta e che si prenda cura, in particolare, dei ragazzi con difficoltà.

“Offrire ai ragazzi uno spazio libero e fornir loro gli strumenti giusti per ottenere la massima indipendenza” sono gli obiettivi perseguiti con dedizione ed entusiasmo dalla coordinatrice della fattoria didattica, Barbara D’Ettorre, la quale, con l’aiuto di figure professionali come la psicologa Alessandra Campitelli e l’assistente sociale Anisia Malandra e di circa dodici educatori volontari, insegnano ai ragazzi a relazionarsi fra di loro e con gli altri indirizzandoli, così, verso la massima autonomia. Come spiega la coordinatrice Barbara “la peculiarità del nostro centro è lo spazio aperto, offrire ai ragazzi un luogo libero e ricreativo a diretto contatto con gli animali della fattoria, in quanto crediamo che insegnar loro a prendersi cura degli animali sia utile per aiutarli a prendersi cura di loro stessi”. 

Tanti, in questo senso, i progetti già avviati dal Babalù, tra questi l’onoterapia, un’azione di cura che avviene per mezzo dell’asino e che è finalizzata a promuovere lo sviluppo della personalità, delle capacità cognitive, della comunicazione e dell’affettività , rivolta non solo ai ragazzi del centro ma aperta a tutti, l’orto biodinamico gestito interamente dai ragazzi e dal personale stesso, laboratori manuali che vanno dalla gestione della fattoria, all’uso delle monete o trattamenti di igiene e cura personale sino al laboratorio di “musica” , di grande successo, condotto da Davide, uno dei volontari. 

Da non trascurare sono anche altre attività “parallele” sempre gestite dal Babalù, come ad esempio la realizzazione di mercatini nati dai lavori dei ragazzi e la vendita, presso alcuni fruttivendoli, dei prodotti della serra, anch’essi, ovviamente, del tutto trattati da loro. Al Babalù si coniugano al meglio i valori di integrazione e rispetto verso il prossimo, ed è con questo spirito che in estate viene organizzata una ludoteca aperta a tutti, durante la quale abilità e disabilità si declinano per ottenere una sana e genuina collaborazione tra tutti i ragazzi. 

Il Babalù inoltre, di sabato e domenica e solo su prenotazione, offre anche un servizio ristorazione, “ l’Osteria dell’amicizia”, grazie al quale ai ragazzi, nelle vesti di camerieri, viene concesso il naturale diritto al lavoro e la dignità che da esso deriva. Del resto è solo ascoltando le parole dei protagonisti di questa simpatica fattoria che è possibile comprendere l’amore che li circonda, come ci sottolineano i ragazzi, Michele, Francesca, Martina , Bruno, Carlo: “al Babalù l’importante è l’amicizia, l’amicizia è nata qui”. Ma a ricevere non sono solo loro, si crea infatti con tutti gli educatori un rapporto simbiotico testimoniato anche dalle parole commosse di una delle volontarie, Silvia: “stare qui con loro mi rende ogni giorno una persona migliore”.

Francesca Colacioppo

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